La storia

Con il passaggio del Lazio al regno d'Italia, fu estesa anche a questa regione la legge Casati, in conseguenza della quale fu istituita, fin dal 1870, in Viterbo una regia Scuola Tecnica.
La necessità di scuole dell'ordine tecnico era particolarmente sentita e per il rinnovarsi delle strutture statali e per l'indirizzo culturale dell'epoca.
Furono così iniziate già nel '71 le pratiche per l'istituzione "di una sezione governativa di Istituto Tecnico e precisamente di una sezione agronomica, che la Giunta e la Commissione scolastica riconobbero come la più necessaria per la città, attese le condizioni e l'indole eminentemente agricola della medesima", come è testualmente riportato dalla seduta Consiliare del 20 dicembre 1871, istituzione che fu accordata dal Ministero dell'Agricoltura Industria e Commercio con lettera del 24/2/1872.Fu nominata quindi una commissione d'impianto, di cui fu preside il Conte Zelli-Jacobuzzi e membro attivissimo il Prof. Bustelli. L'inizio del funzionamento della Scuola era ostacolato dalla difficoltà di reperire locali idonei nonché i fondi indispensabili alle attrezzature e alla nomina del corpo insegnante.
 
Nella seduta consiliare del 16 Maggio 1872, si propose di prendere in affitto una parte del convento di San Francesco. Fallite le trattative, in data 12/8/1872 fu prospettato l'acquisto del Casino Pompei con annessi terreni presso il Prato Giardino, onde istituirvi anche il relativo podere Scuola.
L'acquisto non fu concretato, ed il 20/9/1872 il Consiglio stabilì all' unanimità di prendere in affitto parte del convento della Verità; e, poiché si prevedeva che i locali non sarebbero stati pronti in tempo utile, fu deciso, in via provvisoria, di prendere in affitto per un anno il Casino già Pompei e poi Leandri.
Alla metà di marzo del 1873 funzionò la prima classe dell'Istituto e le lezioni si protrassero fino alla metà di agosto.
Nel suo secondo anno di vita l'Istituto fu trasferito nei locali già destinatigli, nella Piazza Crispi, dove il 14 Marzo 1874 fu ufficialmente inaugurato con cerimonia solenne e intitolato al nome del naturalista Paolo Savi.
La notizia è riportata nei giornali dell'epoca, come il "Padre di Famiglia" e la "Gazzetta di Viterbo", con qualche nota polemica sull'opportunità di questo nuovo indirizzo di Studi.
Dal 1873 in poi la sezione di Agronomia ebbe vita continua nel suo corso completo fino alla sua trasformazione in Sezione Geometri. Nel 1880 l'Istituto, con l'appoggio dei Ministeri dell'Agricoltura e dell'Istruzione Pubblica, della Camera di Commercio e della locale Cassa di Risparmio, per sua iniziativa istituì una cantina sperimentale che funzionò fino al 1887, quando fu liquidata ed i fondi ricavati furono devoluti per attrezzare i gabinetti scientifici, che risultarono veramente efficienti e ricchi di materiale.
Inoltre, con la deliberazione del 13 settembre 1872, si aggiunse una sezione Fisico-Matematica che ebbe vita più difficile, come dimostra il testo del verbale del 20-9-1878 in cui i Consiglieri riconoscono che "l'Istituto Tecnico è nella città il superiore stabilimento di istruzione che la stessa Roma vede con invidia e che gli altri circondari della provincia vorrebbero a costo di gravi sacrifici; col sopprimerlo o comprometterne l'esistenza si farebbe la causa di altre città e un danno alle famiglie cittadine...".
Nonostante la buona volontà dell'Amministrazione Comunale, nello stesso anno, per mancanza di sussidi da parte del Governo, cessò il funzionamento di tale sezione, che fu ripreso solo nell'anno 1909.
Frattanto il 25 settembre 1885 un verbale consiliare annotava: "Il Consiglio, convinto della necessità di completare l'Istituto Tecnico di Viterbo, stabilisce di contribuire, col concorso del Governo, alle spese necessarie per l'impianto della Sezione di Ragioneria e Commercio desiderata dalla cittadinanza".
Questa situazione completava e realizzava definitivamente un' iniziativa di volenterosi insegnanti attuata fin dall'anno scolastico 1882-83 con una scuola pratica di Industria Commercio e Amministrazione articolata in due sezioni: l'inferiore a carattere pratico e la superiore a carattere teorico. Presso detta scuola furono svolti anche corsi serali di stenografia.
Fino all'anno 1923 l'Istituto rimase nel vecchio convento della Verità, fatta eccezione per qualche sezione e qualche gabinetto, a volte temporaneamente distaccati per insufficienza di locali.
Nell'anno scolastico 1923-24, con la riforma Gentile, venne istituito il corso inferiore che durava quattro anni. Ne derivò un forte aumento della popolazione scolastica, in consguenza della quale avvenne lo spostamento della sede nel nuovo edificio di Piazza Dante, al piano 2°.
La riforma Gentile abolì fra l'altro, con R.D. 30/4/1924, la Giunta di vigilanza che presiedeva al funzionamento dell'Istituto.
Detta Giunta era istituita con R.D. 21/6/1885 n°3413; e quella di cui si ha notizia dall'annuario del 1923-24, era costituita come segue:
Gr. Uff. Avv. Fabio Ludovisi - Presidente.
Cav. Avv. Ferdinando Egidi - Vice Presidente.
Comm. Avv. Luigi Busi - Rappr. la Provincia.
Cav. Avv. Emilio Mangani - Preside referendario.
Nel 1925-26, in seguito alla completa attuazione della riforma, fu soppressa la sezione Fisico-Matematica e rimasero i due corsi superiori per Geometri e Commerciale all'indirizzo amministrativo.
Con la creazione della Provincia di Viterbo, gli oneri relativi all'Istituto passarono da quella di Roma all'Amministrazione Provinciale di Viterbo che iniziò le pratiche per la costruzione di una sede rispondente alle necessità della scuola; l'ampio e decoroso edificio sul Viale Raniero Capocci fu poi inaugurato il 28 ottobre 1940 e intitolato a "Costanzo Ciano".
Nell'anno scolastico 1940-41, per l'applicazione della Carta della Scuola, l'Istituto assunse carattere di sola specializzazione; il corso inferiore si fuse con la Scuola media unificata, e il Corso superiore fu portato a cinque anni, il primo dei quali preparatorio.
Dall'ottobre 1961 la riforma Bosco ha ripartito i cinque anni del Corso in un biennio generico ed in un triennio di specializzazione con una diversa distribuzione di orari e di materie.
Il Ministero della Pubblica Istruzione, con la lettera del 9 giugno 1962, ha comunicato che, con decreto ministeriale in corso di perfezionamento e con decorrenza dal 1° ottobre 1960, sono stati inclusi in organico i corsi B e C della sezione Commerciale.
Durante l'ultimo conflitto mondiale l'Istituto subì gravissimi danni che portarono alla completa distruzione dei gabinetti scientifici e delle biblioteche. L'edificio stesso fu colpito da bombe e mitragliamenti.
Subito dopo la fine della guerra, fu nuovamente intitolato a Paolo Savi. Recentemente restaurato, ampliato e riportato al suo decoro, è senza dubbio la più idonea e dignitosa sede scolastica della provincia.
 



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